A soli 22 anni Edoardo Muzzin ha già costruito un solido percorso tra hotel, cocktail bar e A.B.I. Professional. Dalle prime esperienze nel Biellese al suo Tiki Taste, racconta i propri incontri decisivi e obiettivi futuri
Edoardo Muzzin ha
22 anni, è di
Biella e vive a
Borriana (Bi). Il suo percorso nel mondo del
bar è iniziato presto e, nel giro di pochi anni, lo ha portato a fare esperienza in realtà diverse, tra locali di paese,
hotel stagionali e
associazioni di settore. Nonostante l'età, ha già lavorato in contesti diversi tra
Piemonte,
Toscana e
Valle d'Aosta, sempre nel settore dell'
ospitalità e del
bar, fino ad entrare in
A.B.I. Professional.
Curiosità, voglia di imparare e una formazione costruita sul campo: sono questi alcuni degli ingredienti che hanno accompagnato la sua crescita professionale. Lo abbiamo incontrato per farci raccontare il suo percorso nel mondo del bar e della miscelazione.
Dai primi stage al Flair Bartending: la scoperta di una vocazione
Edoardo, come nasce il tuo percorso professionale?
«Mi sono diplomato tre anni fa all'
IIS Gae Aulenti di
Cavaglià, nel percorso
Sala e Bar. Però avevo iniziato già prima: a 16 anni ho fatto due stage nel bar del mio paese, il
Borriana Bay. Da lì ho continuato a lavorare con loro fino al diploma e intanto ho fatto anche parecchi
catering nel
Biellese. È stato lì che ho iniziato davvero a capire come funziona questo lavoro».
Quando hai capito che il bar sarebbe diventato la tua professione?
«È nato tutto nel bar del mio paese. Il proprietario mi ha trasmesso tante basi, dalla
merceologia al modo di stare con il cliente. In quel periodo mi sono appassionato soprattutto al
Flair Bartending e lì ho capito che volevo provare a farne davvero un lavoro».
Un momento decisivo della tua crescita professionale?
«Direi l'ultimo anno di scuola. Grazie all'istituto ho partecipato a una gara tra
scuole alberghiere e ho vinto il primo premio nella categoria
Flair. Da lì è arrivata una chiamata importante: l'
Hotel Hermitage dell'
Isola d'Elba. Qui ho avuto la fortuna di lavorare al fianco di
Marco Giovarruscio,
bar manager della struttura e
consigliere nazionale Abi Professional. Da lui ho imparato che l’
accoglienza non è semplicemente una parte del servizio, ma diventa uno strumento importante di cui un vero
barman non può fare a meno. Un insegnamento che porto ancora con me».
Isola d’Elba e Cervinia: le esperienze che hanno accelerato la crescita
Che esperienza è stata quella all'Hotel Hermitage?
«Per me è stata una tappa importante. Ho fatto due
stagioni estive lì: la prima come
commis e secondo
barman, la seconda come responsabile del
Bar La Ghiotta. Il secondo anno è stato tosto, perché avevo più responsabilità e sono dovuto crescere in fretta. Però mi è servito tanto, sia a livello tecnico che per imparare a gestire meglio il lavoro. E poi, come capita sempre, ho imparato anche dagli errori».
È proprio durante quell'esperienza che sei entrato in Abi Professional?
«Sì, ci sono entrato durante la seconda stagione all'
Hermitage. Da quel momento
A.B.I. Professional è diventata un punto di riferimento importante per me, perché mi ha dato modo di confrontarmi con persone del settore e continuare a crescere».
Benvenuto in A.B.I. Professional
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